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ATI Tritor–Pfe: al Policlinico di Messina i rifiuti sanitari si trattano (e diventano energia) direttamente in ospedale

Al Policlinico universitario “G. Martino” di Messina è stato presentato ufficialmente, l’11 settembre 2026, il nuovo sistema per la gestione integrata dei rifiuti sanitari a rischio infettivo, realizzato nell’ambito del servizio affidato all’ATI Tritor–Pfe. Alla presentazione hanno preso parte il Direttore Amministrativo del Policlinico di Messina Elvira Amata, la Rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari e l’Assessore regionale alla Salute Marcello Caruso. Il progetto introduce in Italia un modello che sposta il trattamento del rifiuto sanitario dall’esterno della struttura al suo stesso interno, grazie all’installazione della tecnologia Tritor Hospital Waste Station®.

L’iniziativa segna un cambio di paradigma rispetto al tradizionale schema raccolta-trasporto-smaltimento esterno: oggi il ciclo si compie quasi interamente all’interno del perimetro ospedaliero, con benefici diretti su sicurezza, tracciabilità e impatto ambientale. Si tratta inoltre della prima adozione di questo sistema da parte di una struttura sanitaria pubblica in Italia: la tecnologia era già stata installata in precedenza in due cliniche private del Nord Italia, ma non era mai stata impiegata finora da un’azienda ospedaliera pubblica.

Il modello nasce dall’integrazione delle competenze complementari delle due aziende dell’ATI. Pfe, azienda della piattaforma industriale Navest, cura la raccolta dei rifiuti nei reparti, la presa in carico e il tracciamento del rifiuto sanitario, oltre al trasferimento verso l’area impiantistica attraverso il circuito logistico interno. Da qui interviene Tritor, responsabile della fase tecnologica di trattamento tramite la Tritor Hospital Waste Station®.

L’obiettivo dichiarato dall’ATI è garantire una filiera unitaria, sicura, controllata e pienamente tracciabile, riducendo al tempo stesso la movimentazione verso l’esterno di grandi quantità di rifiuto non ancora trattato.

Il rifiuto, introdotto negli appositi contenitori, entra in una camera dove nello stesso ciclo – circa 40 minuti in totale – si succedono triturazione, evaporazione dell’umidità e sterilizzazione. L’intero processo avviene in pressione negativa continua e non si basa sull’incenerimento: il trattamento è meccanico e termico, e restituisce un materiale sterile, asciutto e non più riconoscibile nella sua forma originaria.

Oltre alla riduzione della carica microbiologica, il processo modifica le caratteristiche fisiche del materiale: la riduzione di volume può arrivare fino all’80% e quella di peso fino al 35%, a seconda della composizione del rifiuto trattato. Il materiale sterilizzato può così essere avviato alle successive fasi di valorizzazione come combustibile solido secondario, destinato al recupero energetico secondo le procedure autorizzate. Il modello propone quindi un passaggio da una gestione basata su movimentazione e smaltimento a un processo che tratta il rifiuto alla fonte e ne recupera la componente energetica.

Per l’ATI Tritor–Pfe, quello di Messina è un progetto pilota destinato a diventare un riferimento per altre strutture sanitarie italiane, capace di coniugare tracciabilità, efficienza operativa, sicurezza, innovazione ed economia circolare.

Giuseppe Caudo, amministratore di Tritor, ha dichiarato: “Il progetto realizzato al Policlinico di Messina rappresenta per Tritor e per l’intera ATI Tritor–Pfe un passaggio di grande rilevanza industriale e strategica. La collaborazione con Pfe consente di integrare in un’unica filiera il tracciamento e la raccolta dal reparto con il trattamento tecnologico in loco. Con la Tritor Hospital Waste Station® dimostriamo concretamente che è possibile cambiare il paradigma tradizionale della gestione dei rifiuti sanitari: non più soltanto trasporto e smaltimento, ma un processo unitario, sicuro, controllato e tracciabile, capace di ridurre sensibilmente volumi, movimentazioni e impatto ambientale”.

Sul fronte Pfe, Salvatore Avola, Industrial Platform Strategist di Navest, ha dichiarato: “Pfe mette a disposizione di questo importante progetto la propria esperienza nella gestione integrata dei servizi e nella tracciabilità dei processi. La collaborazione con Tritor ci consente di costruire una filiera più efficiente, sicura e controllata, dalla raccolta in reparto fino al trattamento del rifiuto direttamente all’interno della struttura ospedaliera”. Avola ha evidenziato inoltre i benefici ambientali del modello con importanti ricadute positive anche sul territorio e sulla comunità, in coerenza con gli obiettivi del piano industriale di Navest: integrare, crescere e sviluppare nuovi servizi e mercati.

 

Articolo IN sanitas

https://www.insanitas.it/sicilia/policlinici/2026/09/11/policlinico-di-messina-i-rifiuti-sanitari-trasformati-in-combustibile-energetico/

Servizio REI TV

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Articolo Gazzetta del Sud

https://rtp.gazzettadelsud.it/programmi/telegiornale/2026/09/11/al-policlinico-di-messina-il-primo-impianto-ditalia-per-la-gestione-dei-rifiuti-a-impatto-zero-6e9b7718-5296-4e14-b382-2f67b2807d0c/

Articolo AM notizie

https://www.amnotizie.it/2026/09/11/messina-primo-in-italia-un-impianto-di-nuova-generazione-trasforma-i-materiali-a-rischio-infettivo-in-energia/